Origini del Karate: il Ti ed il To-De

Il Karate ha origini antichissime e affonda le sue radici nel secolare rapporto fra la Cina e l'arcipelago delle Ryukyu, un gruppo di isole, la cui più grande è Okinawa, a metà strada fra il Giappone meridionale e la regione cinese del Fujian. Nella Cina antica si hanno tracce di un primordiale studio di arti marziali a partire addirittura dal 2500 a.c., pertanto è consolidata la considerazione che il punto di partenza essenziale per lo studio storico delle arti marziali sia appunto questo territorio. La Cina fu divisa per molti secoli in tanti stati, spesso in guerra fra loro, e nei quali si svilupparono studi marziali con variazioni stilistiche spesso interconnesse. La regione del Fujian (Fukien) fu molto attiva. Gli stili sviluppati facevano per lo più riferimento ai movimenti osservati negli animali. Noti furono ad esempio la Boxe del Tempio Shaolin di Fukien, la Boxe orizzontale della Gru bianca, della Mantide Religiosa, del Fiore di Prugno e così via.

La prima comparsa del karate, o To-de (o semplicemente TE, ovvero mano) come era definito allora, pare sia avvenuta a Okinawa ad opera di un cinese conosciuto come Kushanku che fece una dimostrazione pubblica di boxe cinese. Come datazione si ipotizza che ciò sia accaduto fra la metà e la fine del XVIII° secolo. L'introduzione di questa nuova forma di combattimento si sovrappose ad un sistema di combattimento indigeno chiamato semplicemente TI. La nascita del To-de avvenne quindi grazie ad influssi sia interni (gli okinawensi che andarono a studiare in Cina) che esterni (gli emissari politici cinesi giunti a Okinawa). La boxe cinese fu introdotta negli anni tra il 1850 e il 1950. Sottolineiamo che prima del 1879 le arti marziali in Okinawa erano riservate esclusivamente alle famiglie nobili e anche dopo quella data furono in pochi ad avere la possibilità di accedervi. Il To-de si sviluppò nel tardo XIX°secolo tra le classi degli shikozu.

Tra i nomi autorevoli della antica introduzione dello studio dell'arte marziale cinese in Okinawa, oltre a Kushanku, spiccano Chatan Yara (1700) e Takahara Peichin (1683-1760), mentre il primo Okinawese si cui si ha notizia per quanto riguarda la formazione di uno stile autoctono è Kanga Sakugawa (1733-1815), il cui metodo è ricordato come Sakugawa To-De. Con l'importazione di nuovi sistemi, nasceranno numerosi stili nelle diverse città dell'isola di Okinawa, spesso ribattezzati impropriamente con il nome delle stesse, da cui Naha-Te, Shuri-Te e Tomari-Te. Sentendo infatti parlare di questi stili si darebbe l'impressione di essere davanti a unificazioni, che in realtà non ci furono. Esistevano al contrario numerose scuole o ryu, spesso interlacciate e determinate caratteristiche si potevano trovare nell'una come nell'altra. Spesso stili tecnicamente più forti e massicci (shorei) avevano comunque influenze reciproche con stili più leggeri ed agili (shorin).

Uno dei più importanti maestri della storia del karate fu Sokon Matsumura (1809-1901), il quale elaborò forme scritte e la prima vera scuola alla base degli stili Shorin. Egli viene influenzato anche dalla Jigen Ryu, stile di spada basato sul "colpo definitivo" che aveva studiato a Satsuma. Grande fu la sua influenza e dai suoi insegnamenti si formarono numerosi allievi. Tra di essi spiccano Anko Asato, Anko Itosu (1832-1916), Chotoku Kyan (1870-1945), Kentsu Yabu (1866-1937), Chomo Hanashiro (1869-1945)e Gichin Funakoshi (1868-1957). Matsumura inglobò quindi le diverse esperienze, di spada in Giappone, di boxe cinese a Fuchou e del Ti originario di Okinawa.

 

Da Okinawa al Giappone: la nascita dello Shotokan

 

Ovviamente ci furono stili paralleli e molte scuole che in questa sede non tratteremo rimandando a testi specialistici. Sottolineo solamente che essi non sono "secondari" rispetto a stili più moderni come lo Shotokan. Bensì rappresentano il collegamento tra vecchio e nuovo, fra Cina e Giappone, il vero fondamento del karate. Anello di collegamento fra le due tradizioni (Okinawa e Giappone) fu senza dubbio Gichin Funakoshi.

Oltre ad essersi allenato con Sokon Matsumura, Gichin Funakoshi ebbe due importanti maestri che condizionarono non poco il suo modo di concepire l'arte marziale. Erano Anko Itosu e Anko Asato, allievi più anziani di Matsumura. Molte sono le storie su questi due personaggi, diversi fisicamente e grandi amici. Asato, che era anche esperto di spada, era agile e veloce, mentre Itosu era fisicamente prestante e aveva muscoli potenti. Non è dato sapere chi dei due influenzasse di più Funakoshi, ma una cosa è certa: egli nella sua pratica ebbe la possibilità di avere una ampia visione del karate con maestri che praticavano in maniera diversa. Itosu fu uno dei primi divulgatori del karate. Oltre ad avere scritto alcuni trattati, comprese l'utilità di introdurre il karate nelle scuole di Okinawa per rafforzare i giovani. Una grande spinta a questo passo fu ovviamente dovuta all'atmosfera militare del 1904-1905 in cui scoppiò la guerra Russo-Giapponese, che vide vincitrice la nazione nipponica. Alle visite militari si notò come molti giovani di Okinawa fossero in perfetta salute e fisicamente prestanti. Addirittura uno di essi, Kentsu Yabu, allievo di Matsumura, tornò dalla guerra osannato come un eroe. Pertanto l'introduzione nelle scuole di una disciplina che rafforzasse i giovani fu vista molto positivamente dalle sfere politico-militari del tempo. Itosu modificò alcune tecniche per renderle meno pericolose in ambito scolastico. Funakoshi proseguì su questa strada, aiutato anche dal fatto che conosceva il mondo scolastico in quanto maestro. Nel 1921 l'imperatore del Giappone è in visita ad Okinawa, dove conoscerà Funakoshi durante una dimostrazione di tecniche. L'imperatore è entusiasta e nel 1922, durante una visita a Kyoto, Funakoshi ha modo di fare una dimostrazione pubblica di karate. In questa visita conoscerà anche il fondatore del Judo, Jigoro Kano, anche lui entusiasta per aver scoperto questa nuova disciplina di Okinawa. Kano invita Funakoshi a trattenersi in Giappone e a divulgare quest'arte.

Gichin Funakoshi

Funakoshi inizia a diffondere il suo karate in giro per i dojo del Giappone. Solo nel 1938 nascerà ufficialmente una sede fissa e darà lui stesso ad affiggere la targa all'entrata del dojo. Sulla targa c'è scritto Shotokan, ovvero Casa di Shoto (pseudonimo con cui Funakoshi firmava le sue poesie) che significa "fruscio nella pineta". L'attività al dojo continua sotto la guida del terzo figlio Yoshitaka Funakoshi. Yoshitaka ebbe una grande influenza sullo Shotokan, rafforzando il concetto delle posizioni basse (già introdotte comunque dal padre) e introducendo molti dei calci alti praticati oggi, come mawashi geri, yoko geri, ushiro geri e ura mawashi geri. Fu attirato molto dall'aspetto combattivo e introdusse il kumite libero che prima si studiava ad Okinawa in maniera molto diversa, essendo la pratica più improntata ai kata e al loro significato. Molte sono le ipotesi su questi cambiamenti. A Yoshitaka fu diagosticata la tubercolosi fin dai 7 anni di età, una malattia che allora non aveva cure. Morì infatti a meno di 40 anni nel 1945. Probabilmente enfatizzò la ricerca della potenza, sapendo di andare incontro ad una vita breve. I suoi allenamenti erano infatti estenuanti.

Shigeru Egami, allievo di Funakoshi e poi fondatore dello Shotokai, lo descrisse come il migliore karateka di sempre e rimase nei suoi ricordi la potenza di Yoshitaka al makiwara. Anche il maestro Taiji Kase nei suoi racconti rammenta la potenza dei colpi. Mentre il M°Ojama, fondatore del Kokyushin, lega la ricerca dell'efficacia da parte di Yoshitaka ad un episodio avvenuto fra lui ed i suoi allievi, battuti durante uno scontro con quelli del Goju Ryu. Da quel momento, narra, iniziò lo studio del kumite e divenne un karateka molto forte. Non ci è dato confutare la veridicità di questi racconti, ma resta il fatto che Yoshitaka fu un tassello essenziale nello sviluppo dello Shotokan.

Lo Shotokan trova grandi assensi in Giappone e viene inglobato nel Budo insieme al Judo e al Kendo. La tradizione di Okinawa viene pertanto per la prima volta seriamente influenzata da una cultura esterna e si svilupperà in Giappone in maniera culturalmente diversa. Il karate , composto da due ideogrammi che significano Mano Cinese, viene cambiato nei Kanji KARA (vuoto) e TE (mano), dallo stesso Gichin Funakoshi.

Alla fine della seconda guerra mondiale riprenderanno gli allenamenti interrotti e nel 1950 nascerà la prima organizzazione, guidata da Masatoshi Nakayama. Tale raggruppamento prenderà il nome di Japan Karate Association e vedrà formarsi molti istruttori dalle grandi capacità che poi hanno diffuso il karate nel mondo come ad esempio Hidetaka Nishiyama, Taiji Kase, Hiroshi Shirai, Hirozaku Kanazawa ecc.

Yoshitaka Funakoshi

Nel 1957 muore Gichin Funakoshi. C'è un conseguente momento di smarrimento e la JKA non è in grado di mantenere tutti uniti. Inizieranno pertanto divisioni interne stilistiche, basate su differenze (specie a livello universitario) e alcuni grandi maestri si distaccheranno più o meno ufficialmente dalla casa madre, non in sintonia con le innovazioni di tipo sportivo introdotte nella modernizzazione del karate. Altri allievi di Funakoshi fonderanno altri stili come ad esempio Shigeru Egami con lo Shotokai e Otsuka con il Wado Ryu.

 

 

Masatoshi Nakayama